Tatuaggi maori

Tatuaggi Old School

La storia dei tatuaggi maori

I Maori sono una antichissima stirpe tribale polinesiana, insediatasi in Nuova Zelanda all’incirca nel 900 d.C.; la loro struttura sociale era molto stratificata, con ruoli e classi ben definite.

Nella cultura Maori la pratica dei tatuaggi era di enorme importanza sociale e personale, con una funzione primaria di fornire con immediatezza le informazioni importanti sulla persona che porta impressi determinati disegni: grazie ai tatuaggi, erano identificate le origini paterne e materne, il mestiere ed anche l’eventuale raggiungimento di un rango superiore a quello di nascita.

I guerrieri, poi, usavano tatuarsi anche per raccontare le loro gesta in battaglia e per mettere in evidenza la muscolatura e spaventare i nemici, senza comunque trascurare la funzione estetica, di abbellimento del corpo, comune a uomini e donne.

Il significato dei tatuaggi maori

Il tatuaggio, dunque, nella cultura Maori, era un rito sacro a cui si sottoponevano gli appartenenti a questa società, a partire dall’età che segna il passaggio all’età adulta, suggellato con l’inizio di un tatuaggio, generalmente sulla faccia. Si parla di inizio perché un tatuaggi maori non sono mai finiti: iniziano da giovani e continuano fino all’ultimo dei giorni di un guerriero maori, raccontando le esperienze della vita, relazioni, matrimonio, figli, e i successi ottenuti.

Non stupisce, quindi, che la realizzazione di un tatuaggio fosse un momento di forte significato mistico, e il tatuaggio serviva anche a proteggere chi lo portava dagli spiriti maligni ed a aiutarlo a conquistarsi il favore degli spiriti benigni. Il soggetto più rappresentativo utilizzato per la realizzazione dei tatuaggi maori era il moko, un disegno unico con cui veniva ricoperto spesso tutto il viso con complessi motivi. Veniva eseguito solo da persone ufficialmente riconosciute come “Tohunga ta Moko”, cioè tatuatori, rispettati come una sorta di santoni, che individuavano il disegno da realizzare studiando i tratti del volto della persona da tatuare. Spettava poi agli anziani del clan decidere se il simbolo proposto rappresentava la personalità del singolo individuo, e i disegni venivano concepiti in modo tale da essere successivamente ampliati.

Tatuaggi maori: tecniche di realizzazione e posizione dei tattoo

Le due principali tecniche utilizzate per i tatuaggi maori erano il “puhoro” e il “moko whakairo”.

  1. Tecnica Puhoro: questa consisteva nel pungere la pelle con uno strumento acuminato per poi inserirvi il pigmento;
  2. Tecnica Moko Whakairo: i tatuaggi maori realizzati in questo modo venivano realizzati con scalpelli ed altri strumenti taglienti che “scolpivano” la pelle, e successivamente le ferite venivano riempite di colore, lasciando un disegno reso ancora più evidente dal rilievo delle cicatrici.

Anche il posizionamento dei tatuaggi maori sulle diverse parti del corpo era fortemente simbolico in questa cultura; essi erano infatti devoti all’antica leggenda secondo cui tutti gli esseri umani sono figli sia del Cielo, detto Rangi, che della Terra, detta Papa. I tatuaggi maori, se realizzati nella parte superiore del corpo, come testa, petto, spalle e braccia, erano un omaggio a Rangi; se invece disegnati nella parte inferiore, gambe e piedi, onoravano il legame con Papa.

In particolare, la testa è la parte del corpo più connessa alla sfera spirituale, e non a caso il moko viene iniziato sul viso; il petto simboleggia qualità come l’onore e la generosità, e la spalla lo spirito guerriero e l’aver compiuto atti coraggiosi in battaglia, mentre gli avambracci e le mani indicano qualità creative. Le cosce hanno una forte valenza erotica e sono strettamente connesse alla capacità di procreare, mentre i tatuaggi maori sulle gambe è il simbolo della volontà di fare, letteralmente e metaforicamente, dei “passi avanti” nella propria vita. Inoltre, per onorare degli avvenimenti legati al passato si utilizzava come sede del tatuaggio la parte posteriore del corpo, mentre per un tatuaggio che rappresentava un nuovo inizio si sceglieva la parte anteriore.

La natura sacrale dei tatuaggi maori

Data la natura fortemente simbolica ed individuale del moko, sarebbe assolutamente offensivo per tutti i Maori e la loro cultura se un non nativo decidesse di tatuarsene uno, posto che riuscisse a trovare un tatuatore consenziente; sarebbe come appropriarsi indebitamente di un antichissimo retaggio culturale senza averne alcun titolo. Se dunque si ha voglia di farsi tatuare un soggetto caratteristico dei tatuaggi maori, meglio optare per un tatuaggio “Kirituhi“, una categoria non riservata ai guerrieri delle tribù maori, e che quindi possono essere utilizzati da chiunque. Questi tatuaggi tribali hanno una natura meno sacrale e meno mistica rispetto al moko, anche se comunque sono molto utilizzati dai Maori stessi, che amano segnare con essi i momenti importanti della loro vita.

I soggetti più rappresentati dai tatuaggi maori

Anche se apparentemente i tatuaggi maori sembrano formati da motivi astratti e privi di senso, in realtà comprendono moltissimi simboli (quasi sempre riconducibili alla natura) a cui si associano significati ben precisi:

  • la tartaruga: è un animale amatissimo dai Maori, e grazie al suo guscio simboleggia perfettamente gli ideali di protezione, famiglia e affetti; oltre a ciò, essendo anche uno degli animali più longevi, rappresenta anche la perseveranza;
  • il sole: è simbolo di rinascita, di ritorno e ciclicità, e sorgendo ogni mattino richiama anche il concetto di eternità; può essere anche simbolo di grandezza di spirito, e comunemente è associato al sesso maschile, rappresentando l’energia vitale, così come simbolo di energia è anche lo squalo, che indica anche forza e resistenza;
  • l’ascia: è simbolo di lavoro, di forza nella lotta, di capacità nella difesa, di caparbietà e di senso di avventura del tatuato;
  • la manta: è il simbolo per eccellenza, nei tatuaggi Maori, dell’elemento acqua, di cui è la protettrice, e allo stesso modo è simbolo di protezione per chi lo porta, indicando un cammino sicuro; richiama, poi, il concetto di libertà e, grazie al suo nuoto sinuoso, l’eleganza, la bellezza e la maestosità dell’animo;
  • il delfino: un altro simbolo di protezione, indica anche armonia a gioia, per il suo temperamento vivace e giocoso e la sua grande intelligenza, ed è per i Maori l’emblema dell’armonia e dell’amicizia. Il disegno può essere realizzato in due modi, o annerendo semplicemente le linee, attraverso onde intricate e sinuose, o annerendo lo sfondo in modo che il soggetto venga fuori in negativo.

La crew del Subliminal Tattoo Family

I tattoo artist guest del Subliminal Tattoo Family

Alessandro Evola
Guest - Tattoo Artist

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