Ciao io sono Mari la titolare del

Subliminal Tattoo.

Sono nell'ambiente dei

tatuaggi

e

piercing

da circa 13 anni. Nel mio studio che esiste da circa tre anni eseguo i piercing,arte che ho imparato ad amare durante la mia permanenza di due anni e mezzo ad Amsterdam.Per i tatuaggi mi avvalgo della collaborazione costante di un paio di bravissimi tatuatori,dei quali potrete ammirare i lavori nelle prossime pagine del sito.Alla vendita degli accessori e dei piercing troverete la mia dolce mamma che con tanta pazienza cercherà sempre di accontentare e seguire tutti,ANCHE GLI INDECISI, NELLA SCELTA DEL TATUAGGIO!BUONA VISIONE E....PASSATE A TROVARCI!!!

In Polinesia il tatuaggio era linguaggio primordiale, magico. Rappresentava un segno di distinzione sociale e spirituale decretata dalle divinità. Praticato originariamente nelle Isole della Società, dove raggiunse il suo più alto grado di perfezione, si diffuse in tutti gli arcipelaghi della Polinesia fino alla Nuova Zelanda. Secondo una leggenda tahitiana, la pratica del tatuaggio sarebbe opera di Mata Mata Arahu e di Tu Ra'i Po', figli del dio Ta'aroa, i quali ricorsero al disegno chiamato Tao Maro per sedurre Hina Ere Ere Manua, figlia del primo uomo e della prima donna. Secondo la tradizione il

tatuaggio

, che in Polinesia aveva carattere iniziatico e poteva incominciare intorno ai 12 anni, era prerogativa delle classi sociali più elevate: quella dei sacerdoti; dei capi (uomini e donne); dei capi guerrieri, danzatori e rematori; delle persone senza ascendenza ereditaria notevole. La sua funzione non era soltanto decorativa, ma soprattutto finalizzata all'attrazione sessuale (chi era più tatuato era preferito dalle donne), all'esaltazione della vita, all'aspirazione di diventare dèi.Le tecniche dell'operazione erano affidate a un sacerdote tatuatore che era considerato il depositario di una tradizione da tramandare ai posteri. Rispetto ad altre popolazioni dell'Oceania che ricorrevano all'incisione del viso e del corpo con conchiglie o pietre affilate senza far uso di colore, i polinesiani usavano un tatuaggio molto più artistico, incidendo vari disegni sulla cute del viso e del corpo con finissime punto d'osso, sulle cui ferite versavano polvere di carbone di legna sciolta nell'acqua o del pigmento di natura vegetale. In questo modo la traccia dei "ricami" rimaneva colorata a seconda delle sostanze usate, e il disegno inciso diventava indelebile. Una lunga tortura a cui i guerrieri si sottoponevano stoicamente senza lasciar sfuggire neppure un lamento.La parola polinesiana tatù, che significa foracchiare, dalla quale proviene il nostro vocabolo di tatuaggio, è sconosciuta nella lingua Maori. Questi ultimi davano invece il nome di Moko al tatuaggio che si facevano sul viso, e quello di Whakairo ai segni che si incidevano sul corpo. Gli uomini erano i più tatuati mentre le donne lo erano solo sul mento, attorno alle labbra e talvolta sulle gambe. Tra i Maori la parola "papatea", ovvero "viso liscio", era espressione ingiuriosa e di scherno.Nei tatuaggi del passato c'erano i famosi motivi spiraliformi caratteristici della Polinesia. Una varietà stupefacente di disegni a intrecci e multicolori, realizzati con gusto quanto mai fine e aristocratico. Ancora oggi, cerchi, stelle, losanghe sono i motivi più usati in Polinesia insieme a decorazioni più recenti, mentre in Nuova Zelanda il tatuaggio rappresenta per molti Maori l'affermazione della propria identità culturale e il motivo di più profonde riflessioni tribali e spirituali.

Quali colori si usano? Noi impieghiamo colori a base minerale, da anni usati nel mondo dei

tatuaggi

senza problemi; essi infatti sono resistenti alla luce, durano nel tempo e non danno allergie. Fa male? Più che male si può parlare di fastidio, in base alla sensibilità della pelle e della persona. Le sopracciglia sono le più sopportabili poichè la sensazione è un lieve punzecchiamento. Igiene? Viene assicurata grazie all'impiego di aghi usa e getta, i manipoli sterilizzati ed i colori distribuiti in vasetti monodose. Perchè questo prezzo? Questa tecnica apparentemente semplice, che ormai viene eseguita in molti centri esistenti, nasconde non poche insidie ed il rischio di rovinare il viso di una persona è alto, la professionalità quindi diventa determinante. Noi ti garantiamo la qualità e compreso nel prezzo il primo ritocco.

Metodologia per la ricostruzione delle

unghie

GEL Il metodo utilizza diversi tipi di gel che vengono miscelati per creare lo spessore dell'unghia ed applicati uno sopra l'altro, una lampada a raggi ultravioletti viene utilizzata per la catalizzazione. Il gel garantisce un risultato finale molto naturale, è la tecnica più innovativa ed attualmente la più richiesta. E' consigliata a tutte le donne che desiderano avere unghie impeccabili e della lunghezza desiderata. Moltissime donne hanno iniziato ad utilizzarlo durante occasioni speciali come il matrimonio o una cena importante, ma poi hanno continuato ad usarlo anche nella vita di tutti i giorni, perchè soddisfa il piacere di avere una mano particolarmente curata e femminile.

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